Il Coronavirus è trasportato nelle polveri sottili. Ecco le prove

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Continuano le cattive sorprese in tema di pandemia coronavirus. L’ultimo inquietante risultato giunge da una ricerca condotta dalla Sima (Società Italiana di Medicina Ambientale), che ha dimostrato la presenza del coronavirus SARS-Cov-2 sul particolato (PM), le ormai note polveri sottili.

Il gruppo scientifico ha infatti verificato la presenza del virus in almeno 8 delle 22 giornate prese in esame, nella pianura Padana, su 12 diversi campioni per tutti e tre i marcatori molecolari (il gene E, il gene N ed il gene RdRP specifico per la presenza dell’RNA virale SARS-CoV-2).

Ma cosa comporta questa scoperta? ‘Diciamo che in condizioni di stabilità atmosferica e alte concentrazioni di PM, le micro-goccioline infettate contenenti il coronavirus SARS-CoV-2 possano stabilizzarsi sulle particelle per creare dei cluster col particolato, aumentando la persistenza del virus nell’atmosfera come già ipotizzato sulla base di recenti ricerche internazionali. L’individuazione del virus sulle polveri potrebbe essere anche un buon marker per verificarne la diffusione negli ambienti indoor come ospedali, uffici e locali aperti al pubblico’, ha dichiarato Gianluigi De Gennaro uno dei coordinatori del gruppo di ricerca scientifica.

Si va quindi rafforzando l’idea di molti secondo cui l’incidenza del contagio aumenta all’interno delle aree maggiormente inquinate anche se questo studio NON dimostra che la presenza del coronavirus SARS-Cov-2 all’interno delle polveri sottili può diventare una terza via di contagio.

Il Coronavirus è trasportato nelle polveri sottili. Ecco le proveultima modifica: 2020-04-24T16:12:56+02:00da justgreenworld

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